
Abbiamo decisamente riposto pinne, fucile ed occhiali, abbiamo tirato “i remi in barca” e ci stiamo rassegnando a vivere l’autunno e successivamente l’inverno. Non è un inizio triste per il mio articolo di oggi, anzi, tutt’altro. Sono solita dire che il mondo si divide in due macrocategorie di persone, quelle solari e quelle lunari. Le prime sono quelle che amano svegliarsi presto il mattino, appena aprono gli occhi hanno automaticamente già tutti i sensi all’erta, cominciano subito a chiacchierare, amano il mare, lo sport, il sole, il caldo: vanno a batterie solari, insomma, producono molto durante il giorno e già intorno alle 20 cominciano un po’ ad affievolirsi, vanno in riserva, fino ad arrivare dolcemente a dormire ad un orario poco post-Carosello … L’altro tipo, il tipo lunare è quello che “ogni mattino è una rinascita” e quindi il risveglio è sempre un trauma, aprono gli occhi (uno alla volta), la facoltà di parlare gli si attiva almeno almeno dopo un’oretta, nel frattempo il massimo che possono fare è grugnire, poi quando partono, partono, ma la partenza è diesel. Stanno bene al fresco e con una luce giusta, non esagerata da terzo grado, l’estate sono stressati dal caldo e dal sole accecante. Amano vivere la montagna (blandamente, non gli sport!) o comunque posti tranquilli, più che il mare amano visitare luoghi e città, come sport al massimo possono fare sollevamento macchine fotografiche, “attrezzi” tecnologici o piccì, alla ginnastica per il corpo preferiscono quella per la mente, dalle 20 in poi sono iper-attivi, come se ci fosse uno starter che sventola la bandierina a scacchi, partono e corrono…
Poi non smettono, più, di notte possono fare le ore molte piccole (di notte o di giorno????), non s’addormentano mai e recuperano abbondantemente le prime ore del mattino in cui sono un po’ meno produttivi… Dei piccoli vampiri, insomma, nel senso buono, chiaramente, poi il mattino arrancano, e si ricomincia … Ora, non so se si è capito, ma io sono del secondo tipo, e d’estate mi sento un po’ come i messicani. Dopo essere stata nel loro Paese ho capito perché nelle ore più calde si nascondono sotto il sombrero e sonnecchiano: anch’io, come loro non riesco a muovermi con il caldo esagerato. Poi arrivano la fine di agosto, i primi di settembre e comincio a rinascere, piano piano tutte le attività messe “in pausa” durante l’estate vengono riprese con molto piacere ed energia con la complicità della temperatura “giusta” per poter fare qualsiasi cosa, anche mettersi ai fornelli e riaccendere forno e quant’altro serva a cucinare. La marmellata di oggi è una creazione di Lucia e del suo fido Bimby, anche lei piano piano sta ricominciando a mettersi ai fornelli, forno e Bimby … L’ingrediente utilizzato è un frutto che, come me e gli altri di tipo 2, (v.sopra) prende vigore e dà il meglio di se stessa da fine agosto, e poi settembre, ottobre e così via, col fresco: la mela cotogna. Un po’ bruttina, schiacciata, con un po’ di peluria, non troppo buona da mangiare (sembra di mangiare un pezzo di legno), debitamente trattata ed edulcorata (zucchero o miele), ci regala delle ottime gelatine e marmellate per le nostre colazioni un po’ più ricche di quelle estive. Le conserve sono un po’ il simbolo delle stagioni fresche e di tutto quello che ne consegue: un po’ come le formichine, tesaurizziamo quello che ci dà la natura e che utilizzeremo quando ne avremo necessità. Questo è il periodo e la sensazione migliore per me, per quelli del tipo 1 ci vuole pazienza: il caldo torrido tornerà prima o poi, sigh!
INGREDIENTI:
mele cotogne 500 gr.
zucchero 500 gr.
acqua 100 gr.
PREPARAZIONE:
Mettere nel boccale l’acqua e le mele sbucciate e a pezzi, cuocere per 10 minuti a 100° C velocità 4. Aggiungere lo zucchero e terminare la cottura per 20 minuti a 100° C velocità 4.

“Right on Track” – Breakfast Club
Tagliatelle radicchio e pancetta

