
Come forse avrete notato, non è che qui nel blog mi sia sperticata di festeggiamenti e auguri per la festa della donna di qualche giorno fa, infatti praticamente l’ho fatta passare sottogamba… Devo ancora decidere se mi sta simpatica o antipatica, ma propendo più per la seconda ipotesi… Non voglio addentrarmi nella problematica, anche perché per quest’anno è ormai andata, deciderò il prossimo, ma vorrei raccontarvi un aneddoto che mi è successo in concomitanza e “per colpa” della festa… La dispensa era in riserva (rosso fisso…) e quindi era ora di andare a comprare un po’ di viveri. Decido di andare al mio supermercato preferito: vicino casa, né grande né piccolo, orario continuato, cassiere simpatiche, ormai mi conoscono. Parto senza alcuna lista della spesa, non mi serviva in quanto praticamente mi serviva tutto… faccio il giro di tutti i reparti e vedo cosa prendere qua e là…
Parto con un cesto di quelli a mano che si riempie nei primi minuti, trasloco il tutto in uno di quelli più grandi con le ruote, ma non proprio carrello, i carrelli erano fuori dal supermercato, non ci penso nemmeno ad uscire, ma sono costretta a fare una bella montagna per farci stare tutto. In realtà un paio di volte mi sono cadute delle cose a destra e a manca e puntualmente due gentili signore mi hanno restituito quanto seminato per strada: se fossi stata un po’ più pronta a cogliere l’occasione, avrei “casualmente” fatto cadere qualcosa quando mi fossi trovata vicino a qualche “baldo giovane”, no? Prossima volta mi organizzo… Arrivo in qualche modo alla cassa, comincio ad imbustare la spesa: prima, seconda, terza, quarta busta. Urk! Mentre pago e reggo contemporaneamente un paio di buste appoggiate a terra con un piede, penso preoccupata a come farò ad arrivare in cima agli scalini di casa (simpatiche le mansarde!!!) con tutto quel peso e quel volume, oltre alla mia immancabile borsa-valigia, le chiavi della macchina e di casa da trovare ed… utilizzare! Riesco a mettere la borsa a tracolla, le quattro buste infilzate tra le dita che già diventavano rosse per il peso, le chiavi le infilo in tasca, pronte per l’uso (sempre che non le perda prima…) e parto come se andassi in guerra… Al secondo passo sento una vocina che mi dice: “Puoi prendere una piantina-omaggio per la Festa della Donna…”. Guardo terrorizzata lo scaffale dove c’erano una marea di bei vasetti di primule a cui decido subitissimo di rinunciare pur di non dover ristudiare tutta la logistica di carico/scarico della super-spesa. Sto per proseguire, quando sento lo sguardo della cassiera alle spalle… Proprio non potevo fare a meno di prenderne una, di quelle maledette piantine (oops!), non era carino… Appoggio metà del “carico” della mano destra, prendo la piantina da un angolino della carta trasparente, ri-carico le due bustone e comincio a pregare che la carta della piantina regga, altrimenti avrebbe dato luogo ad un effetto-domino devastante. Arrivo traballante alla macchina, vado a casa, riadotto lo stessissimo metodo di carico che aveva funzionato, mi arrampico fino in mansarda, riesco ad aprire la porta utilizzando anche le spalle, i gomiti e finalmente approdo in casa dove appoggio velocemente le buste, sfinita dallo sforzo. Avevo detto che non sapevo ancora se mi stava simpatica o antipatica la Festa della Donna? Bugia: ho deciso nel momento in cui la cassiera mi ha gentilmente offerto la piantina…
p.s. una bella focaccia per la ricetta di oggi, di quelle troppo invitanti: a pranzo, a cena, a merenda, se non c’è l’occasione, la si inventa. Si impasta tutto in una ciotola, e già si sporca poco, il solito tempo un po’ lungo per la lievitazione, ma se si è in casa in tutt’altre faccende affaccendate, non disturba.
INGREDIENTI:
farina 350 gr.
burro 70 gr.
parmigiano grattugiato 70 gr.
emmenthal 70 gr.
noci sgusciate 70 gr.
lievito di birra 50 gr.
latte 30 – 35 cl.
uova 3
sale 1 cucchiaino
pepe ½ cucchiaino
PREPARAZIONE:
In una ciotola disporre la farina a fontana, rompere le uova al centro e incorporarle con una forchetta, aggiungere il burro ammorbidito, il parmigiano grattugiato, sale, pepe, il lievito sciolto nel latte tiepido ed infine incorporare l’emmenthal a dadini e le noci a pezzetti. Stendere l’impasto direttamente nella teglia con carta da forno o unta d’olio e lasciare lievitare per circa due ore. Cuocere per 35 minuti a 180 – 190° C in forno statico.

“Donne” – Zucchero
Gnocchi al ragù

