Penne ricche

penne ricche

Ci vorrebbe più spesso una fortuna così … No, non ho vinto la lotteria, né un gioco televisivo, né ho trovato un portafoglio orfano del padrone … Mi accontento di poco … Non capita spesso, ma qualche sera fa un’amica mi chiede: “Ti piacciono i pomodori secchi?” Urk … le spiego con una serie di aggettivi ed espressioni colorite varie, che non riporto qui, visto che siamo in fascia protetta perenne, che mi fanno impazzire, ma che non li compro mai per una serie di questioni di “principio” di vario tipo.

Ora: devo avervene già parlato un’altra volta, ma, nel mio supermercato preferito vendono i pomodori secchi in vaschette, circa un paio d’etti a 3 euro e 60!!! Per fortuna il prezzo è lo stesso da parecchio tempo, ma io penso che anche la vaschetta sia esattamente la stessa che vedo lì da oltre un anno … e chi compra un pugno di pomodori secchi a quel prezzo? Casalinghe disperate? Non è che poi si mangino da soli, sono un complemento e quindi vanno affiancati a qualcos’altro, con altri soldini da aggiungere. Rimangono lì, se aspettano che li compri io rimangono sullo scaffale un altro anno almeno, nel frattempo tutte le volte che vado a fare la spesa, li guardo, e loro mi salutano … ;)

Altra questione di “principio”, si fa per dire: sapete come fanno i pomodori secchi? Li mettono a seccare ben stesi all’aperto nelle campagne quando le temperature sono alte, evitando l’umidità che li rovinerebbe. Nel frattempo le mosche svolazzano, si appoggiano, schifosine … e i pomodori giungono ad essiccazione, ma il resto rimane … Come se non bastasse poi, avete visto nei mercatini o nelle fiere quelle belle bancarelle coloratissime che vendono frutta secca o candita, olive farcite di tutte le dimensioni e … i “famigerati” pomodori secchi in sacconi ben aperti per sfoggiarne il contenuto, ma anche pronti a ricevere tutto quanto circola nell’aria … Brrr!

Tornando all’amica: mi dice che andando a trovare una sua amica che abita al Sud, ha ricevuto come souvenir … un bel sacchettone di pomodori secchi di sua produzione, che significa fatti con tutti i crismi, con la santa pazienza che vuole che artigianalmente si cuociano a bassa temperatura nel forno per tantissime ore, e nell’igiene più accurata! Lei li ha già utilizzati in tutti i modi e adesso vuol sapere se ne voglio un bel gruzzolo per farne delle buone ricettine: “Of course, my horse!” Come dire, “Certo che sì” …

Yuhuuh! Il giorno dopo mi sono ingegnata per creare un sughetto con una serie di ingredienti di provenienza diversa che però si amalgamavano benissimo. Oltre ai pomodori secchi: origano siciliano, formaggio olandese gouda con cumino, noci fresche della mia zona, olio e.v.o. delle colline qui intorno ( Marche ! ), oltre a una bella spolverata di parmigiano reggiano. Né è uscita una pasta scoppiettante di sapori, tutti molto di carattere che mi hanno vista molto impegnata a spazzolarla prima che si raffreddasse! Prima mi sono assicurata che la segreteria telefonica fosse ben inserita in modo che qualsiasi malintenzionato che volesse parlare con me all’ora di pranzo (e che pranzo!) lo facesse tramite la signorina che risponde al telefono per me, per il telefonino avrei sbirciato su chi fosse a rompere in quel momento cruciale e avrei accampato la scusa di essere in riunione … col piatto e la forchetta …

P.S. dimenticavo: è un sugo a freddo, per cui riuscite a far tutto nel tempo di cottura della pasta. Insomma, una ricetta senza difetti!

INGREDIENTI: (per persona)

penne (o pasta corta) 100 gr.
pomodori secchi
4 – 5
formaggio gouda con cumino
(o un pecorino a piacere) 30 gr.
noci
4
parmigiano reggiano
olio e.v.o.
(sale)
pepe
origano secco

PREPARAZIONE:

Sciacquare i pomodori in acqua corrente, disporli in una ciotola con acqua tiepida e lasciarli rinvenire per una decina di minuti, nel frattempo far bollire l’acqua per la pasta. Scolare i pomodori e asciugarli con carta da cucina, tagliarli a filetti e metterli in una terrina con l’origano e l’olio e lasciarli riposare per tutto il tempo della cottura della pasta. Il sale nella pasta può essere evitato poiché il sugo è già molto saporito. Quando la pasta è quasi cotta, aggiungere nella terrina il formaggio gouda a pezzetti, un po’ di parmigiano, qualche noce spezzettata e poco pepe. Scolare bene la pasta, versarla nella terrina con il sugo, mescolare bene facendo sciogliere il formaggio con il calore della pasta, disporre in un piatto, spolverare con dell’altro parmigiano, pepe, decorare con altri filetti di pomodori e mezzi gherigli di noci.

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