Bambole di carta

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Per quelli che non hanno 18 anni, ma nemmeno 28, e neanche 38 … insomma per quelli che hanno sentito favoleggiare nei racconti dei nonni … “C’erano una volta …” le bambole di carta. Cosa sono? Sigh, allora siete giovani veramente, o avete una pessima memoria o, peggio ancora, fate finta di non ricordarle perché così qualcuno potrebbe farvi i “conti in tasca” e sapere quanti anni avete, più o meno. Vabbè ve la racconto io ‘sta storia, perché io c’ero, eccome … Mi raccontano i miei che da piccola (4-5 anni)  non fossi molto amante delle bambole e, invece di una pupina ricciolina da pettinare, preferivo giocare con la più prosaica coppia “martello & chiodi”! Raccontano le cronache del tempo che, quando con parecchia energia, ma troppo poca esperienza da falegname, cercavo di infilzare un chiodo nel mio bravo pezzo di legno, non sempre mi riuscisse bene e, qualche volta qualche mio ditino di bambina paffutella veniva colpito inesorabilmente … Ero ancora mooolto piccola, ma già abbastanza “scafata” da accompagnare questi piccoli-grandi traumi alle manine con parole molto poco consone alla mia età, ma indiscutibilmente pronunciate al momento giusto … Io dico che i miei mi raccontano una versione romanzata dei fatti, confidando nella mia memoria necessariamente sfocata, vista l’epoca lontanissima …

bambole[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text][dropcap]L[/dropcap]e bambole classiche non mi piacevano, ma qualche anno dopo, quando ero in grado di trafficare anche con un paio di forbici, oltre che col martello, cominciai a giocare anche con le bambole di carta: per quelli che non avuto il piacere di conoscerle (o fanno ancora finta di non avere l’età ..) vi dico che le bambole di carta generalmente si compravano in edicola perché erano all’interno di quei giornalini per le bambine dove c’erano anche disegni da colorare, racconti e passatempi vari.

La pagina delle bambole era composta da una pupina dai tratti grafici molto semplici, tutt’intorno aveva una tratteggiatura per indicare chiaramente dove ritagliare, guida importantissima perché poi c’erano tutta una serie di vestitini, magliette, pantaloni, gonne, scarpe e ogni sorta di accessorio coordinato.

Ogni elemento era corredato da due o più linguette sempre inglobate in ogni disegno in quanto dovevano essere piegate per fissare il vestitino o accessorio e permettere facilmente i cambi di look della bambolina e di renderla sempre presentabile ma, soprattutto, adeguata alla situazione e occasione del momento (serata all’opera = look elegante, pomeriggio con le amichette = jeans e maglietta ecc.).[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text][dropcap]F[/dropcap]orse la praticità con cui si poteva cambiare idea, la libertà di creare nuovi vestitini a seconda del proprio gusto, mi avevano allettato molto e così le bambole di carta hanno del tutto sostituito le classiche bambole di plastica durante la mia infanzia.

Questo mi è tornato alla memoria quando ho rimesso mano alla grafica del sito di Angioletto, un po’ per scelta e un po’ per necessità (non vi sto a raccontare quest’altra storia, vi dico solo che parlo di problemi tecnici non dipendenti da me, ma che mi hanno costretto a lavorare per più di una settimana giorno e notte, grrrrr) e un po’ per vezzo, simil-bamboline…

Adesso però ho messo l’ennesimo vestitino (non di carta, ma digitale) a questo blog e ho anche previsto una maggior facilità nei cambi di look (ho previsto le linguette di carta…), in modo da adeguarlo facilmente alle occasioni più disparate. Ricordo che alle bamboline però il vestitino non calzava sempre a pennello, molte volte le linguette non aderivano bene e il vestito scivolava clamorosamente.

A quel punto quasi quasi sarei andata a prendere il mio beneamato martello per fissarlo con un bel chiodo: speriamo di non doverlo fare anche per il blog …[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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