Raduno Giallo Zafferano (Parte 2)

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(… segue)

FINE SABATO SERA

Dunque, eravamo rimasti che sabato sera eravamo tutti andati a casa ad asciugarci, vista la quantità di pioggia che ci eravamo beccati. Personalmente ho utilizzato il resto della serata per sistemare le mie cibarie (crostata alla Nutella e insalata russa) negli appositi contenitori da trasporto (grrrr! poi vi racconto perché ruggisco…) e tutte quelle operazioni di abbellimento dell’ ultim’ora (zucchero a velo sulla crostata, decorazioni di maionese e cetriolini sull’insalata russa).

DOMENICA MATTINA

Il mattino successivo mi sembrava di essere a buon punto, ma le operazioni di packaging si sono rivelate più complicate del previsto. Finalmente, dopo aver sigillato tutto con tanto di trecento giri di alluminio, poi racchiusi dentro buste di plastica delicatamente sistemate in maniera strategica dentro la macchina (un vassoio enorme di insalata russa, saldamente fermato con le cinture di sicurezza …) e via, piano piano, destinazione casa di Martina.

CASA DI MARTINA: PRIMA IMPRESSIONE

Arrivo e già c’era un fermento di gente che formava una piccola processione verso la cella frigorifera dove tutti erano ansiosi di depositare i loro carichi preziosi di cibi variegati. Già c’erano dei pentoloni per comunità dove ho immaginato sarebbero finiti i passatelli, risultato finale del compito in classe della scuola di passatelli … Arrivo, vado anch’io in processione a depositare l’insalata russa, rabbrividisco insieme ad un’altra blogger che accudiva un sacchetto di non-so-cosa e diceva cose irripetibili sullo stato di conservazione della sua creazione dopo un lungo viaggio, credo dalla Puglia … Mi appropinquo verso il clou della festa, vedo già un tavolo dove giacciono decine di uova, parecchi pacchi di farina e sacchetti di parmigiano e pangrattato: una pila di coloratissime ciotole di forme variegate si erge nel bel mezzo del tavolino. Saluto Sonia, le ragazze della redazione e un po’ di bloggers momentaneamene “libere”, contenendomi però perché già aleggiava una certa allegra frenesia nelle varie attività. Mi premuro di prendere il mio badge, soprattutto perché penso che sia indispensabile in una situazione come questa, per velocizzare la conoscenza con tante persone in una volta che hanno come minimo 2 nomi (anagrafico e il nick) e spesso 3 (+ il nome del blog): non ce la posso fare … Neanche ci si vedesse tutti i giorni, piano piano ognuna trova la sua “dimensione”, o meglio “ mansione” e, quando Martina annuncia che darà l’ultima mescolata alla panna del sugo, tutti cominciano a spostarsi diligentemente verso il tavolo dedicato alla lezione di passatelli.

LEZIONE DI PASSATELLI

Martina dà un po’ di disposizioni sulle quantità degli ingredienti da utilizzare e sulle consistenze che dovranno avere gli impasti per poter essere modellati in “passatelli”.  Le foodbloggers partono a sgusciare uova, aprire pacchi di farina ecc. con un sottofondo di chiacchiericcio che sapevo ci sarebbe stato sicuramente tra donne grintose e sveglie, come già si poteva intuire dal modo di scrivere e approcciarsi nel forum. C’erano scambi di pareri, esclamazioni della serie “Caspita, ma la tua è più liscia!”, “Passami la farina”, “Metti più parmigiano” e giù di lì. Io che avevo rinunciato a cimentarmi nella preparazione a favore del servizio fotografico step-by-step, mi sono divertita un sacco ad immortalare i vari passaggi, mentre Sonia passava in rassegna le bloggers, fingeva di sgridarle, ma poi in realtà stava solo verificando la consistenza delle … degli impasti, voglio dire, in modo da dare una certa uniformità alla pasta in cottura. Quando finalmente la donna Del Monte ha detto “sì”, un vassoio pieno di palle di impasto è partito alla volta del pentolone d’acqua che stava già bollendo. Nel frattempo erano rimaste sul campo di battaglia ben 50 uova e non so quanti chili di farina e del resto … Una serie di “schiacciapatate” si sono magicamente materializzati dal nulla a parte una pressapassatelli fuori dal coro che Dadaumpa ha sfoggiato come arma letale in quanto efficace a dar forma ai passatelli senza troppo sforzo. Le altre comuni mortali hanno sdegnosamente affermato che preferivano lo schiacciapatate e infatti due minuti dopo invocavano l’aiuto di due braccia forti che trovavano non facilmente, poiché tutti i gentili consorti delle bloggers erano a trastullare i bimbi come potevano, anche perché la pioggia e il cattivo tempo continuavano a “tenerci compagnia”, porkaccia … Irriducibili, continuiamo a cuocer passatelli e contemporaneamente un mostro nero dalla forma di una mina, fa bella mostra di sé lì in zona, bah! Finalmente i passatelli sono cotti, conditi e serviti a tutti. Come se fossero pochi 50 uova di passatelli, la mamma di Martina ci ha preparato una montagna di gnocchi al sugo …

ALORS, ON MANGE!

Per fortuna, lo sfondo costante di voci che ha accompagnato tutta la giornata, si é abbassato improvvisamente, quando tutti hanno avuto un piatto da gestire … Apprezzamenti a raffica, ma già si riparte per raccogliere piatti e contenitori vuoti per far posto alle portate salate. La processione stavolta procede nel senso opposto: tutti verso la cella frigorifera e poi via, a sistemare ordinatamente sulle tavolate. In pochissimi minuti tutto è sistemato: apro con trepidazione la crostata ed è lì ancora bella bianca di zucchero a velo e tutta intera, apro il vassoione di insalata russa che avevo confezionata in uno stampo da ciambella, sfruttando il bell’effetto del buco al centro e vedo con orrore che il movimento della macchina durante il trasporto, aveva del tutto eliminato il buco ed aveva creato una massa unica. Grrrrrrr!!! Esprimo a parole il mio disappunto e Sonia tenta di consolarmi dicendomi che l’importante è che sia buona, più che bella. Uffi, è vero ma allora tutte le righine che avevo fatto con tanto amore con la riga e la squadra, tutti i cetriolini la cui posizione avevo progettato col CAD, il piano colore che avevo studiato con una palette a 16,7 milioni di colori con Photoshop per posizionare i cubetti di carote, patate e i piselli con il magico effetto Mondrian? Porkaccia di quella vaccaccia, guardo qualche altro piatto intorno: intatto, tutto a posto. Ma cosa ci hanno messo, il Vinavil per far star fermo tutto? Per fortuna l’esigenza di andare avanti con i lavori, non mi ha permesso di indulgere sulle mie “disgrazie culinarie” perché Sonia annuncia che ci dà pochissimi minuti per scattare un po’ di foto alla parata delle cibarie e poi avremmo potuto farci sotto con i piatti. Urk, mi sbrigo a prendere la macchina fotografica, da fotografare c’era veramente tanto! La bravura di una cuoca secondo me si vede quando ha delle limitazioni: c’era gente che veniva da molto lontano e sapevamo di aver a disposizione il frigo ma non il forno. E allora le foodbloggers si sono sbizzarrite in piatti freddi, ma estremamente originali e ottimi.

PIATTI SALATI

Senza che nessuno si offenda, cito a memoria: salame di pollo e pistacchi, pomodorini secchi sott’olio, biscotti di pasta frolla salata, galantina, insalate di pasta, peperoni arrosto, una specie di torta sbrisolona salata con le mandorle, peperoncini ripieni di tonno e alici, focacce al rosmarino, strudel salato, plumcake salato ai semi di papavero, pani con farciture varie, salami di tipo ciauscolo, biscotti alle olive, panbrioche, torte rustiche, trionfi di formaggi (gorgonzola, parmigiano, ricotta, pecorino, mozzarelle pugliesi), quella che io pensavo essere porchetta mentre invece era il risultato prodotto da quella specie di mina, che altro non era che una sorta di forno tondo per cuocere un maialino, e non vi dico com’era… Mi fermo, perché questi erano i salati: sistemiamo di nuovo i tavoli, perché  era ora dei dolci. E dove li mettiamo? Sui tavoli avevamo fatto posto, ma nella pancia non ce n’era più … nel frattempo Serial 344 continuava a fare il Griller e cuoceva della carne che mi dicono sia stata celestiale, ma io non avevo più posto.

I DOLCI

Anche di dolci ne avevamo un tot, ma va’???? Sbrisolona alla ricotta, biscotti alla marmellata, alla cioccolata, crostata alla Nutella, alla crema di mascarpone, crostata speziata alle fragole, torta alle zucchine, amaretti, biscotti alla ricotta, cantucci bianchi, cantucci al cioccolato, torta di mele, pie alle pere, noci di frolla dolci, la nulella (variante della più famosa crema alle nocciole, solo creata da Lella …).

AIUTOOOO

Bastaaaaaa!!!!! Sconvolti, ci siamo diretti verso la macchinetta del caffè (dopo aver bevuto limoncello, idromele e liquore alla liquirizia addizionato con coca e subito ribattezzato “sturalavandini”). La macchinetta di George (Clooney n.d.r.) ha prodotto tanti di quei caffè che pensavo fondesse…

CHAT IN TEMPO REALE

Finalmente paghi, cominciamo a formare gruppetti e a far chiacchiere e battute. Ci si conosce meglio e ormai si è rilassati (e l’idromele non è una bibita ma è molto forte, il liquore alla liquirizia pure…), per cui vai con le chiacchiere. Come dicevo, nessuno era talmente timido da restare in disparte. Ognuno era ben lieto di dare abbondanti spiegazioni sul suo piatto se qualcuno dimostrava di averlo apprezzato, o di parlare della sua famiglia, di aneddoti simpatici, di parlare del suo blog, di fare un po’ di spamming (io) che mi sono messa a distribuire i volantini del mio sito per farmi conoscere di più. Lo starnazzamento generale aveva ripreso il suo volume solito …

SONIA E GIALLO ZAFFERANO

Per fortuna Sonia, che nel frattempo si era fatta in quattro affinchè tutti avessero tutto e tutto procedesse come doveva, ci richiama all’ordine perché ci voleva ringraziare della partecipazione attiva, dell’entusiasmo, ci invitava al prossimo raduno a Milano e ci lasciavo un simpaticissimo e utilissimo gadget a ricordo dell’incontro. Sono stata contenta del gadget, chiaramente per il suo valore affettivo, perché mi ricorderà questo bel week end insieme ad un sacco di gente nuova che ora che ho già “risentito” sul forum di GZ e sul mio blog, comincio veramente a focalizzare e sentire più vicina.

PRIME PARTENZE

Qualcuno comincia a salutare: ma come? In effetti c’erano persone che venivano veramente da lontano e che avrebbero avuto diverse ore di auto o di treno per tornare. Baci e abbracci ai più lontani, con la promessa di vederci i primi di dicembre a Milano. Sigh!

GZ

Saluto Sonia che dice di aspettarmi a Milano, “Volentieri” dico e volentieri penso, adesso che conosco un po’ di gente mi muoverò meglio e apprezzerò di più il tutto. Saluto anche Deborah, Francesco e le ragazze della redazione. Ringrazio tutti: proprio un week end originale e riuscitissimo.

RELAX

Rimaniamo a parlare con Martina, che finalmente riesce anche a sedersi, dopo aver organizzato tutto a puntino insieme al marito Marco ed ai genitori, che si sono lasciati prendere completamente dalla bella atmosfera e che progettano anche loro di venire a Milano.

ANDIAMO

Ricominciamo con i saluti, agli ultimi rimasti: stesse premesse e stesse promesse. Ci spertichiamo con i ringraziamenti ai genitori di Martina, ospitalità incredibile.

CONCLUSIONI

Da quello che ci siamo scambiati in questi due giorni e dalle battute che già oggi ci siamo scambiati sul forum, mi sembra proprio di capire che l’impressione che ho avuto io di una bella atmosfera calda, aperta alla conoscenza, di senso di relax creato dal gruppo e per il gruppo, esuli un po’ dal distacco che spesso il mezzo Internet, Facebook, posta elettronica, chat, forum e altro possono dare. Sicuramente questi incontri servono proprio a concretizzare dei rapporti virtuali che se rimanessero solo tali non potrebbero mai avere un’ evoluzione così accelerata come toccare con mano e “con voce” altre persone in occasioni come questa.

Bella esperienza, grazie GZ!

GALLERY RADUNO GIALLO ZAFFERANO PARTE II

 

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8 thoughts on “Raduno Giallo Zafferano (Parte 2)

  1. Ciao Cris che meravigliosa giornata abbiamo trascorso a Fano, faccio il conto al rovescio per rivedere tutti ed altri all’appuntamento di Milano. Con grande piacere ho rivisto “vecchie” conoscenze e conosciute nuove persone, tutte contraddistinte da quella simpatia che trapela leggendovi. Hai fatto un “passo-passo” della giornata in modo fantastico, sembra di riviverla.
    Ti abbraccio forte.

    1. @ Dani53
      Sono felice se il reportage aiuta a ricordare i momenti della bellissima giornata trascorsa insieme. Anch’io non mancherò per niente al mondo all’appuntamento di Milano. Un bacio

  2. Ciao Cri leggendo il tuo reportage mi sono trovata in mezzo a voi tra chiacchiere, passatelli, salumi, primi, secondi e dolci ma quello che più mi ha colpito è stato il volersi conoscere, apprezzare le persone e considerarle e avere la voglia di incontrarle nuovamente. Bravissime a tutte. A proposito quanto hai mangiato??? mi sono persa in mezzo a quelle bellissime foto. Bacioni. BRAVE BRAVE BRAVE Ciao

  3. grazie cri per il racconto così preciso del we, è stato un piacere conoscerti e spero di poterti rivedere a milano.

    1. @ titti
      aspetto un volontario che mi fornisca il mosto, ma non è ancora detta l’ultima parola. Never say never …

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