Pane al mais

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Lo vediamo spesso da qualche tempo in qua: c’è un ritorno ai cibi naturali, agli ingredienti che vengono rivalutati e inneggiati. Uno per tutti il farro: fino a poco tempo fa era un povero cereale, ehm, un cereale povero che faceva quello che poteva e non veniva molto calcolato… Adesso ha duemila proprietà nutritive, fa benissimo, è dietetico ecc. (ma 5000 anni fa, quando è stato scoperto, no?) Io lo adoro in tutti i modi, anche senza sapere tutte le sue qualità, ma mi stupisce che ci sia una moda anche per gli alimenti. Il discorso cambia quando qualcuno ha voglia di riscoprire sapori dimenticati e, tanto meglio, quando si tratta di cose semplici. Una sera in vena di “amarcord” alimentari, una mia amica mi parlava della nonna che le faceva sempre un pane con la farina di mais e che lei non aveva più mangiato da quando la nonna non c’era più. Ripensandoci poi, anch’io avevo sentito parlare di questo pane dai miei nonni che però mi raccontavano fossero obbligati a mangiarlo in quanto in tempo di guerra la farina bianca potevano solo sognarla. Mi è scattata la curiosità, ho giracchiato su Internet, ho confrontato parecchi ricette simili, ho fatto un primo tentativo facendo la cavia a me stessa e poi l’ho rifatto con qualche modifica (un po’ di farina bianca ci vuole!) ed ecco qua: la mia amica ha fatto come Scoobidoo dopo il suo biscotto preferito, ma non esageriamo, ricorda il colore del sole, le spaccature delle zolle di terra, ma è più bello che buono…

INGREDIENTI:
farina di mais “fioretto”
800 gr.
farina 00 200 gr.
acqua 1,200 litri
lievito di birra 1 cubetto da 25 gr.
sale 2 cucchiaini

PREPARAZIONE:
Lavorare l’impasto preferibilmente nella macchina del pane, oppure con un impastatore. Unire il sale alle farine (la proporzione tra le due può essere un po’ variata), aggiungere acqua bollente in costante ebollizione e far intiepidire l’impasto. Quando sarà tiepidino, aggiungere il lievito sciolto in pochissima acqua, amalgamare e porre l’impasto a lievitare per un’ ora circa in ambiente caldo, possibilmente su un tagliere in legno, (non di vetro o ceramica) coperto da uno strofinaccio (la superficie diventerà “spaccata”). Infornare in forno già caldo a 230-250° C per un’ora circa.

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