Piadizza

piadizza

Un po’ di tempo fa, avevo pubblicato nello stesso articolo due ricette facili: quella della mia personale interpretazione del kebab e quella della piadizza, che lo conteneva… Come dice il nome, quest’ultima è figlia della commistione di piadina e pizza: piadina per il modo di cottura, aspetto finale e tipo di uso, pizza in quanto a ingredienti di base. Visto il primo tentativo andato a buon fine, ho pensato bene di perfezionare dosaggi e tecnica di preparazione. Nell’ultimo periodo ho fatto decine di volte questo impasto, o meglio, l’impasto l’ha fatto la mia adorata macchina per il pane (non finirò mai di ripetere che mai 40 euro sono stati così ben spesi…, 7/8 anni fa…), poi io ho dato il mio contributo determinante nella fase successiva di stesura (eheheheh), cottura, farcitura, assaggio e … valutazione (Moody’s & Co. mi fanno un baffo, il mio rating per la piadizza è stato AAA). Sono arrivata ad un dosaggio ottimale dei pochi ingredienti, insieme ad altri piccoli grandi accorgimenti che fanno la differenza e di cui voglio mettervi a parte, nell’ambito di quello spirito di condivisione derivante da una deformazione da informatica che talvolta si proietta anche in queste ricette “open source”, in cui si condivide proprio tutto (ingredienti, preparazione e soprattutto “trucchi del mestiere”) e in maniera totalmente gratuita … Vai con le chicche, partendo da quello che io sperimentato sulla mia pelle… anzi, papille gustative, quindi tutta la ricetta minuto per minuto, o step by step… Preparate la vostra fida macchina per il pane inserendovi la farina, lo zucchero e il sale, fate fare qualche giro alla macchina in modo che le polveri si mescolino (soprattutto per non fare venire il sale a contatto diretto col lievito). Nel frattempo intiepidite l’acqua (anche un po’ più calda di tiepida, ma non esagerate, altrimenti il lievito “muore”), aggiungetene un pochino in un bicchiere dove avrete sbriciolato il lievito, fatelo sciogliere benissimo e aggiungetelo nella macchina che avrete impostato con il programma “impasto” o quello corrispondente sul vostro modello. Fate fare qualche giro, poi iniziate ad aggiungere il resto dell’acqua a filo, a mano a mano che viene assorbita. Chiaramente se vedete che l’impasto rimane “polveroso” aggiungetene ancora, sempre tiepida. Chiudete il coperchio e fate finire di impastare alla macchina, che lo lavorerà fino a quando non sarà bello liscio e morbido. Prendete una pallina di impasto, allargatela un po’ con le mani e poi stendetela su un piano ben infarinato, non lesinate la farina perché anche quella che si deposita in superficie le darà un ottimo sapore di “pane”. Datele la classica forma circolare girandola tutt’intorno con un piccolo mattarello, cercando però di non fare troppa pressione. Nel frattempo mettete a scaldare una padella antiaderente oppure una piastra di ghisa per piadine, quando sarà ben calda metteteci una piadizza, bucherellatela velocemente con una forchetta, fatela girare nella padella per una cottura più uniforme, una volta cotta da un lato girarla dall’altro. Quando la girate, la piadizza probabilmente non sarà più decisamente piatta, per cui aiutatevi con una forchetta, con le mani, oppure passandoci sopra un mini-mattarello doppio come il mio, che vedete nella foto sotto, per facilitarne la cottura in quelle zone che non fanno più aderenza perchè si sono “arricciate”.

mattarello doppio

Un altro accorgimento importantissimo: se dovete fare più di una piadizza e comunque i commensali sono diversi, organizzatevi in modo da avere sempre in cottura più di una piadizza perché l’unico inconveniente è che devono essere mangiate caldissime, perché fredde si induriscono e perdono moltissimo della loro bontà. Non cuocetele troppo, perché sono buone morbide. L’ultima è una chicca e una buona notizia: tra i tanti esperimenti ho provato anche a congelare questo impasto. Si può fare formando delle palline non troppo grandi, leggermente schiacciate. Una volta tolte dal congelatore ci metteranno poco tempo ad ammorbidirsi: impastare bene con il calore le mani  renderà l’impasto morbido e liscio come appena fatto, aggiungete farina per non farle attaccare al piano di lavoro e procedete normalmente con la cottura. Ottime e comodissime! Le farciture le lascio al vostro buon cuore, e soprattutto, fantasia. A parte le classiche, io sto studiando altri modi ancora di farcire e utilizzare questo impasto clamoroso, naturalmente i risultati li troverete sempre qui!

INGREDIENTI:
(per 2 piadizze)
farina 0 300 gr.
lievito di birra 15 gr.
acqua 150 cc. (circa)
sale un cucchiaino scarso
zucchero un pizzico

PREPARAZIONE:
Inserire la farina, lo zucchero e il sale nella macchina per il pane, e farle mescolare. Nel frattempo intiepidire l’acqua, aggiungerne un pochino in un bicchiere dove avrete sbriciolato il lievito, scioglierlo benissimo e aggiungerlo nella macchina impostando il programma “impasto”. Iniziare a far impastare dalla macchina, aggiungere il resto dell’acqua a filo, a mano a mano che viene assorbita, se necessario aggiungerne ancora, sempre tiepida, fino a quando la macchina formerà un impasto liscio e morbido. Prendere una pallina di impasto, allargarla un po’ con le mani e poi stenderla su un piano ben infarinato, darle la classica forma circolare girandola tutt’intorno con un piccolo mattarello, cercando di non fare troppa pressione. Nel frattempo scaldare una padella antiaderente oppure una piastra di ghisa per piadine, quando sarà ben calda metterci una piadizza, bucherellarla velocemente con una forchetta, girarla nella padella per una cottura più uniforme, una volta cotta da un lato girarla dall’altro. Aiutare la cottura del secondo lato con una forchetta o simili nelle zone che non aderiscono alla padella e servire caldissime farcite con salumi, formaggi, verdure, carne ecc.

musica da gustare“Round and round” – Spandau Ballet

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