Tacchino in porchetta

tacchino in porchetta

Riscopro ultimamente la cucina un po’ più tradizionale, quella che è un po’ più nel DNA di noi italiani e che talvolta io “snobbo”, curiosa come sono di assaggiare cibi cucinati nei modi più diversi. Devo avervi già detto che per molti anni ho avuto l’onore/onere della cucina della mamma che spesso aveva il suo menù preferito (tagliatelle al ragù/pollo arrosto con patate o pasticciata/ erba cotta/ciambellone). Dopo questa esperienza pluriennale… ho cercato di evitare questi piatti a favore di altre cose più nuove, ma attualmente ho un ritorno “di fiamma” (!) per i cibi classici. Ho riscoperto per esempio la bontà, semplicità e praticità del pollo arrosto con patate, che come diversi altri piatti, pensavo fossero mete irrangiungibili, invece sono molto più abbordabili di quanto non sembrino e risolvono molti pranzi/cene in maniera egregia. Di questa serie, ma rivisitato dal suo punto di vista salutistico/igienistico, bucolico/georgico, Ying /Yang ecc.ecc., ecco la ricetta di questo arrosto di tacchino made in Susy, yes, quella fissata per i cibi “sani”, uffi… Devo dire che in questo caso è riuscita benissimo a coniugare sapore e “avarizia” di apporto di calorie, salvo una piccola indulgenza non casuale per quanto riguarda la pancetta… magra però!!!! (beata lei!). Una bella sferzata di sapore senza appesantire le calorie invece è data dal finocchio selvatico, profumatissimo e usatissimo dalle nostre parti. Cito “Santa” Wikipedia “…Per quanto riguarda il finocchio selvatico, … si usano sia i fiori freschi o essiccati, sia i frutti … sia le foglie (o “barba”), sia i rametti più o meno grandi utilizzati nelle Marche per

cucinare i bombetti (lumachine di mare)…” Oltre a quell’uso, nelle Marche il finocchio viene molto usato in tutte le carni arrosto (coniglio, pollo ecc.), ma, visto che del finocchio si usano un po’ tutte le parti, in questa ricetta parliamo in particolare del gambo, quello bello robusto, di un verde intenso fuori e bianco dentro, che, diviso in tronchetti, sprigiona un profumo buonissimo che trasmette in maniera piacevolissima alla carne. Quasi, quasi oggi…

INGREDIENTI:
fesa di tacchino intera 1 kg.
pancetta magra
8 fette sottili
finocchio selvatico
2 gambi
sale
q.b.
olio
e.v.o. 5/6 cucchiai
vino bianco
2 ½  bicchiere
patate

PREPARAZIONE:
Allargare la fesa di tacchino, adagiarvi le fette di pancetta e richiudere arrotolandola su se stessa. Con l’aiuto dello spago dare la forma classica dell’arrosto, sistemare insieme alle patate tagliate a cubetti in una teglia antiaderente  che possa andare anche in forno con l’olio e il finocchio pulito e tagliato a tronchetti. Far rosolare a fuoco medio rigirando l’arrosto su se stesso, irrorare con il vino bianco e lasciare cuocere per 15 minuti girandolo spesso e aggiustandolo di sale. Continuare la cottura in forno per circa 20 minuti bagnando l’arrosto con il fondo di cottura. Far raffreddare bene ed affettare con un coltello affilato. Utilizzare il fondo di cottura sulle fette d’arrosto al momento di servirlo.

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“Occhio malocchio prezzemolo e finocchio” – Sigla iniziale del film

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