Marmellata di ciliege

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Un po’ come i bambini piccoli quando imparano una parola nuova, che poi ripetono a sfinimento, con somma gioia di quanti sono costretti ad ascoltarli da mane a sera… anch’io ho trovato il modo per poter ripetere (scrivendo, però, e non costringendo nessuno…) la parola che tanto mi è piaciuta e di cui ho parlato abbondantemente nell’articolo precedente: ciliege (yes, al plurale e senza “i”). Già il pc ricomincia a farmi arrabbiare sottolineando in rosso tutte le volte che la scrivo così: adesso lo aggiorno, chi comanda su questa tastiera, insomma? Riprendendo il racconto dell’ennesima cena a casa di Lucia, un’altra ricettina facile anche se un po’ lunga come preparazione, ma di quelle che permette di fare anche altre cose in casa, fermo restando che ogni tanto bisogna fermarsi e andare a “coccolare” la marmellata, come dice Lucia. Del resto, dietro mia obiezione, dice che si rifiuta di usare famosissimi addensanti (fruttapec), che permettono di fare una buona marmellata in pochi minuti, ma lei, appunto, vuole fare la Nonna Papera della situazione e godere del gesto di mescolare/coccolare la marmellata ogni tanto. De gustibus…
Questa volta Lucia ci ha sorpreso ulteriormente perché, oltre a tutte le sue portate, alcune nuove e alcune evergreen, ci ha voluto anche dare un “gadget” da gustare a casa per colazione: un barattolo di marmellata di ciliege. Ho un rapporto strano con la marmellata, non mi piacciono proprio tutte, a parte arance, ciliegie, more (*****=5 stelle…) e tutti i frutti di bosco, vado a periodi, talvolta la mangio volentieri, altre meno. Dopo aver sentito questa, ho detto subito a Lucia: “… questa non è una marmellata, è una libidine!!”. In effetti, dopo un paio di mattine che l’ho religiosamente appoggiata su delle fette biscottate, ho deciso che il resto del vasetto andava utilizzato più degnamente, nel senso che ne andava ulteriormente valorizzata la bontà, magari dentro o sopra a dei muffins o dolcetti simili. Sempre che arrivi a destinazione… vi farò sapere, a meno che non mi venga un raptus e, una sera, non faccia una “pazzia” e ne utilizzi qualche cucchiaino per accompagnare clamorosamente del gelato, alla crema per esempio… mmm, quasi quasi creo la situazione e vado a comprarlo, intanto…

n.b. per quanti di voi non amano i pezzettoni di frutta (‘na favola!) si può passare la marmellata (o tutta, o metà) al passaverdure a metà cottura e poi finire di cuocerla così. Per l’invasamento, se avete già letto qualche altro mio articolo sulle conserve, sapete i miei dubbi, per cui lascio a voi decidere la tecnica più appropriata per una perfetta conservazione.

INGREDIENTI:
ciliegie
snocciolate 1 kg.
zucchero
350 gr.

PREPARAZIONE:
Lavare e snocciolare le ciliege, deporle in un tegame e cospargerle con lo zucchero. Lasciare macerare per 24 ore, in luogo fresco. Trascorse le 24 ore cuocere a fiamma bassa per circa un’ora e mezza. Versare calda nei vasetti, con il consueto procedimento di sterilizzazione e invasamento per la conservazione in barattoli di vetro a chiusura ermetica.

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“La Collina Dei Ciliegi” – Lucio Battisti

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