Cresciole della Lucia

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Conoscete le cresciole? Nell’infinita varietà di dolci fritti di questo periodo, le cresciole sono un po’ l’icona, il simbolo più identificativo e più diffuso dei festeggiamenti qui nella mia zona. Guardando solo gli ingredienti forse un dubbio potrebbe venirvi sul perché della popolarità delle cresciole, a meno che non lo sappiate già e allora … “vi piace vincere facile…” Nei primi anni ’60, come dicevo in un’altra occasione, le tagliatelle erano un “must” della cucina dei giorni di festa, per cui si vedevano sulle tavole delle nostre mamme queste belle sfoglie tonde (non come avrebbe potuto fare Giotto, ma insomma…) in attesa di essere piegate e tagliate per formare le tagliatelle. Succedeva spesso, o si faceva in modo che succedesse, che avanzasse qualche ritaglio di pasta, delle strisce a cui si cercava di dare una forma quadrata o rettangolare che poi venivano immerse in olio bollente e fritte, poi asciugate su carta assorbente e subito spolverizzate di zucchero semolato. Era un dolce povero che ci si permetteva, visto che gli ingredienti erano accessibili e si avevano già le mani in pasta…

Successivamente, quando le cose andavano un po’ meglio, la pasta si faceva appositamente per le cresciole e quindi si aggiungeva anche una spruzzata di anice per profumarle ulteriormente. Ci sono scuole di pensiero che portano ad adorare o ad ignorare queste frittelline: ignorare perché hanno un gusto molto semplice, non fanno troppa festa perché “sono poco più di pane e zucchero”…, adorare perché comunque lo zucchero abbondante che deborda dalla superficie delle cresciole fa libidine, perché scrocchiano allegramente e ti si sbriciolano addosso, perché chi le ha conosciute quando era piccolo sente un profumo di infanzia che è molto più forte di quello dell’anice o di qualsiasi altro ingrediente…

INGREDIENTI:
farina
00 200 gr.
uova 2
zucchero
qualche cucchiaio
burro
2 noci
anice
1 cucchiaio
olio di semi

PREPARAZIONE:
Disporre la farina a fontana sulla spianatoia e incorporare tutti gli altri ingredienti. Lavorare l’impasto velocemente, lasciarlo riposare per una decina di minuti poi stenderlo a mano o con la macchina per la pasta. Tagliare in grossi quadrati e friggere in abbondante olio di semi per pochi minuti. Asciugare su carta assorbente e spolverizzare con lo zucchero semolato.

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“Il Carnevale” – Caterina Caselli

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5 thoughts on “Cresciole della Lucia

  1. le cresciole per noi sono le chiacchere che nella mia truppa si fanno, di tradizione, intorno al carnevale per via di tre diversi compleanni che vi girano intorno.Si friggono con lo strutto che qui e’ il must del fritto;-)Possiamo fare uno scambio culturale?

  2. Cresciole, chiacchere, penso che in ogni regione abbiano un nome diverso ma sono comunque il dolce di carnevale più in auge. Oggi nelle pasticcerie e dai panettieri(prestinee per i milanesi) c’erano montagne di chiacchere ma vuoi mettere quelle fatte in casa???????? Grazie per la ricetta. Baci

    1. @ Amy
      Thank you Amy: they ARE tasty 😉 Come and see the blog again!
      n.d.r. Bene, un’amica che viene a trovarci dagli Stati Uniti. Chissà se in futuro ci darà qualche buona ricetta…
      @ franca e laura
      per voi amiche “del nord”: le chiacchiere da noi sono leggermente diverse un po’ nella consistenza dell’impasto e anche perchè sopra si usa lo zucchero a velo. Le cresciole hanno di norma lo zucchero semolato, sempre per quel discorso economico di cui parlavo all’inizio dell’articolo. Comunque: chiacchiere o cresciole è quasi come parlare del sesso degli angeli… Oops! Angeli? Parenti miei!

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