Limoncino

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Una delle ricette più utili e più collaudate in assoluto è quella del Limoncino. Fino a 7 – 8 anni fa non veniva considerato granché, poi ha avuto un boom esponenziale e adesso pare non si possa vivere senza… Nei ristoranti delle mie parti (Marche), usa che dopo la cena, dolce e caffè, i gestori del locale offrano la bottiglia del limoncino e la lascino in tavola… Va servito freddo, freddissimo, meglio se anche i bicchierini siano stati raffreddati, come per la vodka. Si beve un po’ tutto l’anno, ma più spesso d’estate e, essendo eccezionale dopo una cena di pesce, sempre nella mia zona, si sommano parecchi fattori deleteri per il consumo: la temperatura e l’atmosfera della buona stagione, il buon pesce, il fresco della bevanda che permette di farla andare giù come fosse limonata (!!!), la buona compagnia (ancor migliore dopo un buon pasto), il fatto che sia lì sul tavolo, orfana dei suoi “genitori”… Tutto concorre a istigare a delinquere chiunque, ma da noi d’estate di solito si va al ristorante a piedi e si torna a casa di conseguenza a piedi: i punti sulla patente e la sicurezza di tutti sono più che assicurati! N.B. Un buon 90% della riuscita della ricetta è determinata dalla qualità dei limoni. Assicuratevi come minimo che siano non trattati e profumati, ma se avete un amico, parente o conoscente che capita dalle parti della costiera amalfitana, chiedetegli di fermarsi a comprarveli in uno degli innumerevoli baracchini coloratissimi dove vendono limoni ed arance dal profumo ineguagliabile: il Limoncino del ristorante impallidirà rispetto al vostro!  Comprate poi delle bottiglie di vetro bianco spesso, bellissime quelle semplici squadrate, le trovate facilmente nei negozi che vendono articoli per l’agricoltura. Se poi ve la cavate bene col PC, sbizzarritevi a fare un’etichetta personalizzata sulla falsariga di una bottiglia industriale di Limoncino, indicando ingredienti, gradazione, ditta produttrice (es. Premiata ditta Mario Rossi & Figli, sì Mario Rossi siete voi), stampatela su carta normale e ritagliatela della dimensione giusta. Attaccatela alla bottiglia avendo cura di farlo con un rettangolo di carta adesiva trasparente che copra bene tutti e quattro i lati dell’etichetta, questo per evitare che quando tirerete fuori la bottiglia dal congelatore, il disgelo non bagni l’etichetta facendo colare i colori. Se volete esagerare, sempre nel solito negozio di articoli per l’agricoltura, comprate delle capsule per bottiglie, quelle che generalmente si trovano sulle bottiglie dei vini, perlopiù di colore rosso scuro o oro. Appoggiatele sulle bottiglie che avrete chiuso con tappi di sughero con la testa, prendete il phon (sì, ho detto phon) oppure accendete il gas e passatevi sopra la bottiglia dalla parte della capsula che terrete ben ferma. Girate velocemente la bottiglia e vedrete che magicamente la capsula si salderà al vetro della bottiglia, dandogli un aspetto ulteriormente “professionale”. Se poi in occasione di una cena in casa di amici, vorrete portarlo come presente, sappiate che sarà sempre e comunque gradito, con o senza superconfezione!!

INGREDIENTI:
alcool a 95°
1 litro
acqua
1,2 litri
limoni non trattati
8
zucchero
550 gr.

PREPARAZIONE:
Con un pelapatate togliere la buccia ai limoni evitando di tagliare anche il bianco. Immergerle nell’alcool per 48 ore in una ciotola ricoperta con un canovaccio in un posto non troppo illuminato. Passati i due giorni fare uno sciroppo con lo zucchero sciolto nell’acqua, passandoli sul fuoco basso per il tempo necessario che lo zucchero si sciolga (1-2 minuti). Strizzare le bucce dei limoni e gettarle, aggiungere lo sciroppo all’alcool aromatizzato (colore giallo). Mescolare bene e versare in bottiglie di vetro spesso, adatte per il congelatore. Non appena ghiacciato, è già pronto da gustare.

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“Alba Chiara” – Vasco Rossi

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