Tiella

tiella

Per quelle/i come me, appassionati di cucina e cibo 😉 quando vanno in viaggio per il mondo, (ma anche nei dintorni della propria città, bastano poche centinaia di chilometri) la vacanza o la gita non è mai solo occasione di conoscere il luogo che si visita tramite i musei, i monumenti e le bellezze naturali, ma utilizziamo anche un altro strumento per conoscere posti e persone: il cibo! Ma va’!!!!! E ggggià! Soprattutto quando si va in posti lontani, dove la natura è totalmente diversa da quella che quotidianamente ci circonda, e offre la possibilità di coltivare un certo tipo di verdura piuttosto che un altro, quando gli animali che possono essere allevati sono alcuni in particolare perchè sono nel loro habitat, è bellissimo (e buonissimo) ritrovare nel piatto quello che è più comune e facile produrre. Del resto poi ci accorgiamo subito che, se mangiamo certi cibi o piatti direttamente nel luogo di origine, sono assolutamente più buoni di quando cerchiamo di riprodurli a casa. Nonostante tutto ci proviamo sempre, per replicare odori e sapori di una vacanza che ricordiamo con piacere, sperando magari di ricreare situazioni e atmosfere piacevoli appena vissute. E’ infatti per questo che Lucia, l’amica che viaggia e impara col cibo, come me, che, non appena torna da qualche viaggetto, mi propina subito qualche ricettina sfiziosa del posto appena visitato! A questo giro si  tratta di un week-end trascorso piacevolmente a Gaeta e dintorni, ma, lasciamo perdere musei, monumenti e bellezze naturali e parliamo di “tiella” … :))))))) E’ una specie di focaccia ripiena, nel nostro caso di verdure e provolone, ma addirittura Lucia dice che viene talvolta farcita con il pesce. Apperò!!! C’è anche un metodo particolare per chiudere il bordo, arrotolandolo di sbieco per tutta la circonferenza, particolarmente importante sia per non far fuoriuscire il prezioso contenuto, ma anche per creare una zona particolarmente spessa e golosa da addentare! Ho visto un servizio in televisione dove facevano questa “focacciona”, lì dalle dimensioni enormi, per un numero importante di commensali ed è stato bellissimo vedere il gesto sapiente della signora anziana che fa questo impasto da lustri, chiudere il bordo talmente presto e bene, che era venuto perfettamente regolare e che naturalmente aveva sigillato perfettamente il tutto. A proposito del luogo di origine degli ingredienti, diciamo che in questo caso potremmo anche avvicinarci al 90% del risultato originale, ma poi se avete bisogno di un aiutino per ricreare tutta la scenografia, mettete davanti una bella fetta di tielle una fotografia di Gaeta, e poi tirate un bel sospiro nostalgico addentando la buona focaccia …

INGREDIENTI:
(per la pasta)

farina “0” 500 gr.
lievito di birra 25 gr.
acqua tiepida 200 gr.
latte tiepido 100 gr.
olio evo 20 gr. + q.b. per ungere la teglia
sale 10 gr.
pepe 10 gr.

(per il ripieno)

melanzane 2 grandi
provolone piccante 250 gr.
pomodorini pachino 250 gr.
olive nere denocciolate 10 -15
olio
vino
aglio 1 spicchio

PREPARAZIONE:
Preparare la pasta, con lo stesso procedimento della pizza e lasciare lievitare per circa un’ora. Nel frattempo tagliare a grossi quadrotti le melanzane e cuocerle, ma non troppo,  in un tegame con un po’ di olio e di aglio. Aggiungere un dito di vino e un dito di acqua. Lasciare raffreddare e poi unire il provolone a dadini, i pomodorini e le olive nere tagliate a metà. Tirare con il mattarello una prima sfoglia sottile (circa ½ cm.) e sistemarla in una teglia di circa 26 cm., dopo averla unta con un giro d’olio. La sfoglia deve fuoriuscire dalla teglia. Versare il ripieno e coprire il tutto con un’altra sfoglia sottile come la prima. Sigillare bene i bordi (a Gaeta fanno un bordo ondulato), poi bucherellare la pasta con una forchetta, versare ancora un giro abbondante di olio  e cuocere a 200° nel forno ventilato per circa 15 minuti,  finché diventa dorata. Servire calda o tiepida, è buona anche ripassata al forno nei giorni successivi.

musica da gustare“Moliendo Cafè” – (feat Laura Gaeta – Cristal juice edit remix ) 

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