Cremini fritti

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Siete tornati? Ci siete? Siete riusciti a schiodarvi dalle tavole imbandite che ci allettano come le sirene di Ulisse? Disastro! Si fa per dire… Per me tutto tranquillo, Natale sereno tra parenti e amici e Santo Stefano passato a perdere a tombola, a petrangola, a briscola e a tutto quanto… Dicono “ma tu sei fortunata in amore…” Ma chi, io? Avete decisamente sbagliato persona … 😉 Fatto sta che, per quanto mi sia impegnata, sono riuscita a perdere sempre e comunque a qualsiasi gioco… Com’è andato il vostro Natale? Raccontate, raccontate e, se avete fotografato piatti o tavole “natalizi” mandate pure, vedrò di proporli e vi darò la meritata gloria e visibilità …Certo, molti di voi saranno ancora nei luoghi delle vacanze, per cui non hanno bisogno di ricette o di pensare cosa cucinare per pranzo, perché faranno quella bella vita “da albergo” in cui ci si alza la mattina e, dopo doccia, trukko & parrucco, ci si reca tranquillamente nella sala da colazione, si cominciano a sbirciare le mille cosine da mettere sul proprio vassoio e si indugia blandamente tra un panino con marmellatine varie e uno yogurt con cereali, brioches ecc. ecc. Ora, per coloro che invece sono già tornati o che sono rimasti a casa, vorrei proporre una ricetta di “consolazione”, mooolto consolante… Proporrei di realizzarla per una cenetta con amici, non mancherà di far festa e di rallegrare la compagnia! In particolare sto pensando di proporli alla cena di fine anno in compagnia dei miei amici, ma questi amici sono tanti e penso che finirei di friggere a 2011 abbondantemente iniziato …

Sono molto particolari, ma libidinosi… Le prime volte che li ho assaggiati ero piccola, 7-8 anni, quando andavo ai pranzi di matrimonio con i miei genitori. I nostri parenti abitavano perlopiù in provincia di Ancona e di Macerata e una delle specialità tra le tante portate del menù nuziale era la frittura: oltre a carne, verdure, olive (!!!), spiccavano questi cubetti strani che ci si chiedeva cosa contenessero. Una volta addentati, però, svelavano il segreto rilasciando tutto il loro contenuto golosissimo di crema dolce. Lo splendido accostamento del sapore della panatura semi-salata e del dolce all’interno, oltre al contrasto della croccantezza esterna e della scioglievolezza interna danno un valore aggiunto a questi cubetti speciali, che non mancheranno di far colpo sui vostri invitati. La ricetta è tratta dal retro della scatola delle bustine di Orocrema, miscela che ho sempre visto circolare prima in casa della mia mamma e successivamente immancabilmente presente anche nella mia. E’ un preparato magico per fare la crema, senza dover aggiungere uova e in maniera pressoché infallibile in quanto non fa grumi, è più veloce nella preparazione, risulta più leggera di quella con le uova, è molto buona, per me di più di quella più genuina fatta senza polveri magiche… Se i produttori della bustina (l’azienda Ristora) mi leggessero, mi proporrebbero un contrattino per una promozione sfegatata del prodotto, anche se in realtà, la mia “pubblicità” è completamente dovuta ad un apprezzamento “gratuito”… Fate attenzione, questi cubetti dolci, sono come le ciliegie…

INGREDIENTI:
(per la crema)
N.B. da preparare il giorno prima
zucchero
125 gr.
farina
200 gr.
orocrema
1 bustina
latte
1 litro
limoni
1 (scorza)
sale
1 pizzico

(per la panatura e per friggere)

uovo
1
sale
farina
pangrattato
olio di semi di arachidi

PREPARAZIONE:
Preparare la crema il giorno prima: sciogliere gli ingredienti nel latte e portare a ebollizione a fuoco lento mescolando finché la crema non si addensa. Versare in un piatto o in un vassoio a bordi alti e lasciare raffreddare. Tagliare a quadretti o a losanghe, infarinare e impanare prima nell’uovo appena battuto con un pizzico di sale e poi passare bene nel pangrattato, infine friggere in olio bollente.

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“You’re the cream in my coffee…” – Max Raabe

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2 thoughts on “Cremini fritti

  1. Buoni, buoni, buoni!!!!! E’ stata l’unica golosità a cui ho ceduto durante queste feste…non se ne poteva fare a meno!!!

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