Uova strapazzate (parte I)

colazione uova

Oggi filmfood, e non intendo quando si avvolge il cibo in un foglio di pellicola(=film) per riporlo in frigo … ma una sorta di colonna sonora culinaria che unisce i film. Aspè, mo’ mi spiego! Tra i miei hobby più piacevoli ci sono il cibo e i viaggi: quando ero piccola (ma anche adesso) e non potevo viaggiare per ovvii problemi di minor età … (quel problema lì è sparito da un pezzo, purtroppo), mi facevo dei viaggi virtuali guardando i film in TV (sì in bianco e nero, tanto per autoflagellarmi con le battute sull’età …).

Oltre a seguire la trama del film, mi soffermavo anche su usi e costumi, sociali e culinari, che venivano inevitabilmente fuori dall’ambientazione e la storia. Esempio, i film americani: immancabile la casetta con il vialetto curatissimo e accesso al garage con saracinesca elettrica e visione panoramica sull’interno del garage dove anche il più piccolo attrezzo da lavoro scintillava incredibilmente e aveva un suo spazio predeterminato a qualsiasi ora si aprisse la saracinesca, anche in pubblico. Il frigo: sempre ben fornito di birre, bottiglia di latte in plastica da almeno 3 litri (più che altro una tanica), pane da toast sempre fresco e pronto anche alle 3 di notte, quando uno generalmente si alza per fare uno spuntino politically correct … e allora sfila un paio di fettone di pancarré formato lenzuolo matrimoniale e ci schiaffa dentro altrettante fettone di pomodoro (sempre pronto anche quello e sempre in forma poi, ma come li fanno? di poliuretano espanso?) una fetta di formaggio, una di un qualche insaccato strano, non si sa bene di cosa, e lo spuntino è pronto (mezzo chilo di roba).

Alt, non vuoi berci un bel bicchierone da almeno mezzo litro di latte bello intero, quello che ti lascia dei baffi permanenti che Garibaldi, se avesse saputo, avrebbe adottato lo stesso metodo per mantenere il personaggio anche in tarda età per rinfoltire i danni del tempo … Sempre in frigo altri due must: la tanica di succo d’arancia (vicino a quella del latte) anche questa in quantità industriali, dove puntualmente tutti si attaccano a collo come non se ne accorgesse nessuno, mentre invece milioni di telespettatori scandalizzati sono lì a coprire gli occhi dei loro bimbi, neanche si trattasse di un film porno … (food porn, casomai)

Volete poi che in un frigo-americano-modello manchi la torta? Giammai! Nei consueti meeting notturni (in ogni bravo film o serie americana se ne tiene almeno uno a notte in qualsiasi famiglia) tra padre e figlia/o, o tra fratello e sorella o tra tutti gli intrecci parentali che possiate immaginare, c’è sempre qualcuno che offre a qualcun altro una fetta di torta, come sorta di calumet della pace anticipato, per farsi perdonare quello che sta per confessare all’altro o come comunione culinaria per un affetto di qualche tipo tra i due interpreti o molto più prosaicamente per condividere il senso di colpa per stare per sbafarsi un pezzo di dolce da 2.000 calorie nel cuore della notte. Praticamente tra panini, dolci e discorsi seri (in un orario un po’ più ortodosso, mai, eh?) si fa mattina: 10 corroboranti minuti di sonno e ci si sveglia belli energici, lavati, sbarbati, incravattati e di buon umore … la mamma è già lì da ore che cuoce pancakes che annaffia con fiumi di sciroppo d’acero, frigge bacon e tosta fette e saluta tutti cinguettando, che la nostra famiglia del mulino in confronto sembra vispa come un cimitero il giorno successivo alle feste dei morti.

(continua …)