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Risotto funghi e salsiccia

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Vi piace il riso? Non sento bene (!), ma immagino che la risposta più diffusa sia “sì, abbastanza, ma mi piace di più la pasta”. Già, la pasta ce l’abbiamo nel DNA noi italiani e neanche la più avanzata ricerca genetica ce lo potrà mai modificare in quel senso, credo 😉 … Anche per me la risposta è quella, diciamo che la frequenza con cui mangio il riso è bi-settimanale, più o meno, anche se in realtà mi piace molto e quando è un po’ che è assente dalla mia tavola, comincio a sentirne la mancanza. Recentemente poi, sto scoprendo sempre più tipi di riso, anche quelli più strani. Una volta non si andava tanto per il sottile, il riso era riso e non si guardava poi così attentamente il pacco che si comprava, l’importante era che fosse “riso”…

In cima alla mia classifica personale attualmente ci sono due tipi di riso: il basmati e il carnaroli. Il primo è un riso dai chicchi piccoli e lunghi originario di India e Pakistan, infatti il mio primo assaggio è avvenuto in un ristorante indiano dove lo servivano al posto del pane (sì, vabbè, avete capito: ne mettevano un mucchietto scondito di fianco al piatto dove c’era del pollo piccantissimo, da mangiare in abbinamento). Carino l’aneddoto sul riso basmati: diversi anni fa, appena scoperto, lo volli far assaggiare ad una mia amica. Gliene diedi un tot da un pacco da un chilo che avevo comprato sulla scia dell’entusiasmo di questa mia nuova scoperta, dicendole che almeno se lo poteva cuocere quando le avesse preso voglia di riso. Dopo qualche settimana le chiesi al telefono tutta entusiasta se avesse assaggiato il riso indiano. Cambiò argomento inspiegabilmente, ma, il giorno dopo, la vidi arrivare a casa mia con lo stesso cartoccino in cui gliel’avevo dato, dicendomi “Mangialo tu, che ti piace tanto, per me puzza”… Ancora rido! Allora: diciamo che il basmati ha un odore caratteristico, specialmente quando si cucina, ma basterebbe metterlo a bagno e sciacquarlo bene per evitare il problema, anche se la fragranza è la sua caratteristica principale, da cui il suo nome, che significa “regina di fragranza”. Il secondo riso viene dal nostro Piemonte ed è molto adatto per i risotti, ha dei bei chicconi grandi e fa molta scena una volta portato in tavola con un luccichio che lo fa assomigliare a tante piccole perle oblunghe. Come? No, questo non puzza…

INGREDIENTI: (per 4 persone)
riso carnaroli 300 gr.
salsicce
piccole 2
vino bianco
½ bicchiere
funghi porcini
e finferli 300 gr.
aglio
1 spicchio
parmigiano reggiano
prezzemolo tritato
burro
1 noce
brodo vegetale
1,5 lt.
sale
e pepe

PREPARAZIONE:
In una padella soffriggete l’aglio tritato ed il prezzemolo a fuoco moderato, aggiungete i finferli ed i porcini già lavati e tagliati a pezzetti, salate, pepate, sfumate con il vino bianco,  lasciate cuocere per circa 15 minuti e teneteli da parte. Sbriciolate le salsicce e fatele dorare leggermente, toglietele e mettetele da parte lasciando sul fondo della pentola quel poco di grasso che avranno perso. Aggiungete il riso e mescolate bagnando di tanto in tanto con il brodo bollente. A metà cottura versate i funghi e le salsicce e mescolate sino a cottura ultimata. Regolate di sale e pepe e spegnete il fuoco. Mantecate con una noce di burro e parmigiano e servite.

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“China girl” – David Bowie

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